La sicurezza in rete nel mese di Dicembre del 2020 è stata fortemente colpita.
I settori più mirati sono stati senza dubbio la Pubblica Amministrazione e la Finanza; quest’ultima soprattutto per l’incremento dei pagamenti cashless.
Spicca l’adescamento tramite email e social network.
Colpiti sono stati anche i dispositivi medicali.
I cyber criminali non vanno in vacanza, sono sempre in agguato dietro ad ogni mail che ci viene inviata, ad ogni device connesso in rete, ad ogni transazione finanziaria e dietro ad ogni acquisto di prodotto o servizio.
Il 2020 è stato un anno terribile, oltre che per la pandemia globale Covid-19 e le sue conseguenze anche per l’impennata dei cyber attacchi e dei reati informatici nel nostro Paese.
Secondo un nuovo Rapporto dell’Osservatorio Cybersecurity di Exprivia, durante il periodo ottobre-dicembre 2020 si sono registrati 237 crimini informatici, in crescita del +60% sul trimestre precedente e quasi del +400% rispetto al periodo gennaio-marzo, quando furono soltanto quarantanove.
Per i ricercatori, è il mese di marzo a fare realmente la differenza in termini di crescita degli attacchi: con l’inizio della pandemia e, con essa, della diffusione dello smart working, si è assistito a un’impennata tra attacchi informatici, violazioni della privacy ed incidenti in tutti i settori dell’economia e della pubblica amministrazione.
Il mese di dicembre, invece, con novantasei eventi criminali, è stato quello che ha registrato il numero record di cyber attacchi nel 2020.
Se da un lato la pandemia ha accelerato la digitalizzazione nel nostro Paese, dall’altro la sicurezza della rete è stata messa a dura prova.
È necessario quindi per tutti noi prendere consapevolezza dei rischi che si corrono in rete, iniziando a diffidare delle anomalie.
Per esempio video o gif inattesi che riceviamo sulle app di messaggistica, errori di sintassi contenuti nelle email sospette, domini non veritieri degli indirizzi di posta o l’improvvisa velocità con cui navighiamo sul pc; sono piccoli accorgimenti che devono però cogliere la nostra attenzione.
In tal modo saremo i primi a poterci proteggere dagli attaccanti!
I cyber attacchi hanno riguardato maggiormente il furto di dati in Italia, con oltre il 60% degli eventi criminali.
Segue la violazione della privacy, con il 13% dei casi, dato triplicato rispetto all’inizio del 2020 e la perdita di denaro nel 10% degli attacchi.
In termini di tecniche informatiche più utilizzate dai criminali della rete, al primo posto c’è il “phishing social Engineering”, con il 43% dei casi.
Questa soluzione colpisce in maniera particolare utenti distratti o con poca conoscenza delle modalità di adescamento tramite email o social network.
Seguono, gli attacchi “unknown” nuove metodologie sperimentate dagli hacker per non essere rilevati dai meccanismi di difesa tradizionali.
Non sono da meno i classici malware, il cui utilizzo è quadruplicato nel corso dell’anno.
I rapidi cambiamenti intercorsi nella digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche, la diffusione di applicazioni bancarie e di numerose soluzioni per i pagamenti digitali hanno portato la Pubblica Amministrazione ed il settore finanziario ad essere i più colpiti.
Infine, particolare attenzione va rivolta alla sanità, al centro di rilevanti piani di investimento pubblici per potenziare il sistema nella lotta alla pandemia.
Se anche non è risultato un numero alto di attacchi ed eventi di cyber crime, comunque merita attenzione in particolare per la criticità degli stessi, se si pensa al valore dei dati sanitari rubati e utilizzati nel dark web.
Nell’ultimo anno i dispositivi medicali sono stati esposti a molteplici vulnerabilità, a partire da quelli personali utilizzati da medici e pazienti per l’assistenza a distanza.
Infatti, i cyber criminali si impossessano del controllo di un dispositivo bloccando il servizio o manomettendo le funzionalità, con il fine di acquisire informazioni sensibili.
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